|
Felice anno nuovo!
Anche quest’anno -e sono già 18- a tutti voi che formate
questa grande famiglia internazionale dedichiamo con tutto il nostro affetto
questa nuova edizione dell’Agenda 2009.
Come ben sanno i nostri lettori il nostro obiettivo non
è elaborare un’«agenda», un oggetto da scrivania…
Nel nostro caso, l’aggettivo è il vero sostantivo: «Latinoamericana
2009».
Lo specifico della nostra Agenda è raccogliere, suggerire,
indicare la direzione verso cui si muove la speranza latinoamericana,
declinandola ogni anno secondo una tematica pedagogica urgente. Le migliori
firme del nostro «continente spirituale» si riuniscono nelle
sue pagine, in un appuntamento annuale con tutti coloro che fremono per
«le Grandi cause della Patria Grande», che è la Patria
Mondiale.
Come avevamo annunciato nella scorsa edizione, l’Utopia
sociale costituisce l’asse centrale di questa edizione 2009.
L’«introduzione fraterna» di Pedro Casaldáliga,
come sempre, presenta il tema e apre l’Agenda.
L’elenco dei principali anniversari dei martiri dell’anno
2009, la relazione riguardo ai premi assegnati per i concorsi dell’anno
scorso, e i nuovi concorsi per il 2010 (undici, questa volta!) completano
la prima parte di questa edizione.
Invariabilmente fedeli alla «metodologia latinoamericana»,
iniziamo con il VEDERE la realtà attraverso un’analisi
della congiuntura del maestro Comblin. João Pedro Stédile
completa l’analisi della situazione dell’Utopia e Eduardo
Hoornaert riprende un’esperienza della storia dell’Utopia
La parte del GIUDICARE espone il punto di vista dei più
qualificati specialisti per avvicinare le questioni principali, classiche
e nuove, rispetto alle sfide dell’Utopia e del «nuovo socialismo».
Vogliamo poi richiamare l’attenzione su alcune questioni «scottanti»
nella sezione «In primo piano».
La terza sezione dell’AGIRE si propone
di mettere a fuoco la concretezza dell’azione.
L’Agenda si conclude con l’abituale sezione
finale: i testi premiati nelle categorie «Racconto corto
latinoamericano», «Pagine Neobibliche» e «Prospettiva
di Genere» dei nostri concorsi, un elenco di risorse pedagogiche
sul tema, il riferimento ai Servizi Koinonía -che patrocinano questa
Agenda- e, immancabilmente, il «Punto d’incontro» con
i lettori.
L’Agenda del prossimo anno 2010 affronterà
un tema che da anni è diventato urgente, quello dell’«ecologia
profonda», che va oltre alla semplice «attenzione» per
l’ambiente. Si tratta di scoprire che da vari millenni la civiltà
umana ha rotto la sua comunione con la Terra e la Natura, le ha trasformate
in oggetto di uso e abuso, e si è privata della linfa che nutre
il suo spirito. Questo ci ha condotto, per lo più, alla distruzione
dell’ambiente fino al limite, ora scopriamo, del non ritorno.
Si impone la fondamentale urgenza di base: Salviamo il pianeta!,
senza il quale tutto il resto non avrà futuro.
Aspettiamo i vostri commenti, suggerimenti e critiche che
ci aiutino a programmare la prossima edizione. Grazie fin d’ora.
Fraternamente e sororalmente Josè María Vigil
José María VIGIL
Coordinatore
dell’Agenda,
teologo a Panama,
responsabile dei Servizi Koinonía,
coordinatore della
Commissione Teologica
della Associazione Ecumenica
dei Teologi/ghe del Terzo Mondo
Panamá
Uso pedagogico dell'agenda
L’Agenda è pensata, oltre che per l’uso personale,
come strumento pedagogico per comunicatori, educatori popolari, operatori
della pastorale, animatori di gruppi, militanti.
I testi sono brevi e agili, presentati secondo la formula pedagogica della
«pagina cartella», pensata e impostata in modo da poter essere
riprodotta e distribuita come materiale di lavoro nella scuola, nelle
riunioni di gruppo, per l’alfabetizzazione degli adulti... o esposta
in bacheca. Inoltre i suoi testi potranno essere trascritti su bollettini
o riviste di associazioni locali.
La forma con cui l’Agenda si presenta segue un criterio «economico»
di risparmio di spazi bianchi e illustrazioni a favore dell’ ampiezza
del messaggio, per poter mantenere un prezzo contenuto.
Ecumenismo
L’Agenda è organizzata secondo un «ecumenismo dell’addizione»,
non della «sottrazione». Perciò non elimina le caratteristiche
del calendario cattolico né quelle del calendario protestante,
bensì le riunisce. Così nel calendario dei Santi, le commemorazioni
protestanti e quelle cattoliche sono state «sommate», e quando
non coincidono quella protestante compare in corsivo. Per esempio, l’apostolo
Pietro è ricordato dalla chiesa cattolica il 22 febbraio («la
cattedra di Pietro») e dalle chiese protestanti il 18 gennaio («la
confessione di Pietro»); le differenze si distinguono tipograficamente.
Gentilmente il vescovo luterano Kent Mahler ci ha presentato in una precedente
agenda i «santi protestanti».
L’Agenda è aconfessionale e, soprattutto, macroecumenica:
si inquadra in quel mondo di riferimenti, valori e utopie comuni ai Popoli,
agli uomini, alle donne di buona volontà, che noi cristiani chiamiamo
«Regno», ma che condividiamo con tutti in una ricerca fraterna
e umile di servizio.
Un'opera non lucrativa
In molti paesi questa Agenda è pubblicata da organismi ed enti
popolari, istituzioni senza fini di lucro che destinano i ricavi ottenuti
dalla vendita alla realizzazione di obiettivi di servizio popolare e di
solidarietà, dichiarando il carattere non lucrativo della loro
rispettiva edizione.
L’Agenda Latinoamericana, in sede di coordinamento centrale, è
nata ed è cresciuta come un’iniziativa senza fini di lucro
e senza il sostegno di nessuna organizzazione.
Il ricavato delle vendite, dopo aver provveduto ai costi di produzione
e al compenso degli autori degli articoli, è destinato ad opere
di comunicazione popolare alternativa e di solidarietà internazionale.
Un'agenda collettiva…
L’Agenda è un’opera collettiva. Per questo ha percorso
tanta strada ed oggi è ciò che è. Continueremo ad
essere grati a coloro che vorranno inviarci suggerimenti, materiali, testi,
documenti, novità bibliografiche... per compilare l’Agenda
del 2009...
Accoglieremo e daremo spazio su queste pagine a quegli enti che vorranno
offrire i loro servizi al Continente patrocinando premi o concorsi che
siano di stimolo per la nostra coscienza continentale. In questo modo
l’Agenda continuerà ad essere «un’opera collettiva,
un patrimonio comunitario, un annuario antologico della memoria e della
speranza del nostro Continente spirituale...».
|